Bonelli e il ‘green’ della guerra

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L’ultima sortita del โ€œverdeโ€ Angelo Bonelli, che bolla come ยซfuori dalla realtร ยป l’idea di tornare al gas russo, รจ il segnale definitivo di una politica che ha smarrito ogni contatto con la terra e con il popolo. Sotto una patina di retorica “green”, si nasconde un progetto che non solo ci condanna alla perdita dellโ€™industria, ma prepara una ๐˜€๐—ฝ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฎ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฒ๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ della Sardegna, della Sicilia e della Penisola italiana. Un capolavoro di follia che rischia di produrre contemporaneamente deindustrializzazione, impoverimento sociale e desolazione ambientale. Cioรจ, assistiamo al paradosso di un ambientalismo che, nel nome dellโ€™ambiente, finisce per distruggere territorio, economia e pace.
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Bonelli promette lโ€™installazione di 60 GW di rinnovabili in appena tre anni. Si tratta di un annuncio privo di qualsiasi ๐ฉ๐š๐ซ๐š๐ฆ๐ž๐ญ๐ซ๐จ ๐ฆ๐š๐ญ๐ž๐ซ๐ข๐š๐ฅ๐ž o possibilitร  di mercato nel campo delle forniture. Ma cโ€™รจ di peggio: un’operazione di tale portata, forzata in tempi cosรฌ brevi, comporterebbe la trasformazione di gran parte del territorio nazionale in un ๐—ถ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜€๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐—ฑ๐˜‚๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ถ๐—ฒ๐—น๐—ผ ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜๐—ผ. Come giustamente osservato, terre come la ๐—ฆ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ e la ๐—ฆ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ, insieme a gran parte della dorsale appenninica e persino le Alpi, verrebbero sacrificate sull’altare di un ecologismo astratto, subendo effetti irreversibili che nulla hanno a che fare con la tutela dell’ambiente. รˆ questo il “bell’ambientalismo” dei Verdi? Distruggere la bellezza identitaria di comunitร  umane millenarie per inseguire slogan irrealizzabili?
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Contrariamente alla propaganda di Bonelli che riprende il peggio delle stupidaggini russofobe che hanno accelerato il declino di un intero continente, il gas russo ha rappresentato per decenni un fattore di ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฝ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ e un’energia preziosa per una transizione ordinata. Rinunciarvi non รจ affatto una scelta ecologica, ma una sottomissione alle logiche della NATO che impone l’acquisto di gas americano a prezzi insostenibilmente superiori. Senza il “ponte” del gas, la transizione non sarร  un progresso, ma una ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ ๐˜€๐—ต๐—ผ๐—ฐ๐—ธ che svuoterร  le tasche dei cittadini e chiuderร  le fabbriche, rendendo il mutamento socialmente intollerabile.
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Bonelli, allineato ai ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ ๐˜๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ต๐—ถ โ€“ organici al blocco piรน bellicista e atlantista d’Europa โ€“ finge di ignorare l’impatto ambientale della guerra. Mentre propone di fatto di coprire di specchi e acciaio le nostre colline, tace colpevolmente sul “๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฑ๐—ฒ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ”: l’attivitร  bellica รจ una delle piรน devastanti del pianeta per consumo di idrocarburi e distruzione ecosistemica. Sostenere l’escalation e il riarmo, come fa la classe dirigente subalterna a Washington e ai maggiordomi di Bruxelles di cui Bonelli รจ parte integrante, significa essere i veri ๐—ป๐—ฒ๐—บ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ณ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฒ.
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Chi rifiuta il pragmatismo energetico per consegnarsi ai predatori d’oltreoceano non si presenta come un patriota, ma come lโ€™ennesimo esecutore di ordini altrui. Quella di Bonelli non assomiglia a una politica ambientale. In tutta evidenza รจ ๐—ฎ๐˜๐—น๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐˜€๐—บ๐—ผ ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ travestito da ecologia. รˆ una visione che vuole nazioni servili, deindustrializzate e, infine, colpite al cuore nella loro bellezza paesaggistica. Una “ucrainizzazione” della nostra societร  che dobbiamo respingere con forza per difendere la nostra sovranitร  e il nostro futuro.

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