Proprio una bella faccia tosta, la dottoressa Sharren Miriam Haskel-Harpaz, viceministra degli esteri di Israele. Sentite un po’ questo suo discorso accorato. C’è una parola yiddish perfetta per definirlo: chutzpah. Significa una faccia tosta senza limiti: come quel tizio che ammazza i genitori e chiede clemenza al tribunale in quanto orfano.
In napoletano esiste un equivalente ancora più diretto: chiagn’ e fott’.
Piangi in pubblico, mentre nel frattempo vuoi fregare con assoluto cinismo chi ti crede.
Gaza devastata con furia genocida. Infrastrutture civili colpite con crudele pertinacia. Una pulizia etnica di un milione di persone in corso proprio ora in Libano. Continui assalti ai palestinesi della Cisgiordania, bimbi inclusi. E adesso l’operazione congiunta con Washington che ha aggredito a tradimento l’Iran, con stragi indiscriminate in tutto il paese e ospedali rasi al suolo.
E tu che fai? Esibisci il tuo lacrimevole racconto della vittima senza un minimo di equilibrio, ragionevolezza, giustizia, dignità?
L’importante è cancellare le cause originarie dell’accaduto con tracotanza implacabile, oscurare biecamente le proprie gravissime colpe e responsabilità, infine ribaltare i ruoli con ripugnante sfrontatezza.
Chutzpah, appunto.
O, più semplicemente, chiagn’ e fott’.
A Tel Aviv non si accorgono nemmeno di quanto tutto questo, per miliardi di persone, significhi un punto di non ritorno nel valutare la deriva del Sionismo Reale. Così come si arriva a detestare i comici che non sanno farti ridere e non azzeccano mai il tempo di una battuta, allo stesso modo si arriva a disprezzare senza rimedio i lupi che si coprono con pelle d’agnello ma in un modo infinitamente maldestro, come questa goffa complice dei genocidi.