Il pupazzificio del web: come si costruisce un Re online

 
—- C’è un modo moderno di “fare politica” senza vincere elezioni e senza muovere eserciti: infiltrare le menti. Abbiamo pubblicato su Megachip la traduzione integrale di una lunga inchiesta – nata in Israele – di Haaretz/The Marker su una campagna digitale in lingua persiana: account falsi, IA, deepfake, reti coordinate, messaggi e hashtag pro-monarchia (#KingRezaPahlavi) spinti mentre sul terreno succedono cose pesanti, che alcune manine spingono verso la sedizione armata per innescare cicli di azione-repressione che portano alla guerra civile.
È il manuale della guerra cognitiva in tempo reale: creare narrazioni, simulare opinione pubblica, spingere destabilizzazione.
 
—- La cosa interessante è che questo “pupazzificio” (i famosi sock puppets) lo avevo messo a fuoco anni fa assieme a Giulietto Chiesa in un capitolo di Matrix Globale, il libro che scrivemmo insieme, appena ripubblicato con aggiornamenti. Il capitolo era intitolato “Infiltrazione cognitiva”.
Oggi, con l’IA, quelle tecniche sono diventate un ecosistema permanente.
La vecchia censura non basta più: semmai ti orientano, ti segmentano, ti diluiscono, ti portano a credere che ciò che vedi “sia spontaneo”. E se sei un politico medio italiano, o un utente passivo della pappa pronta delle principali testate, ci caschi con tutte le scarpe dentro.
Se vi interessa capire come funziona davvero la fabbrica del consenso, leggete questa inchiesta (caso concreto) e poi, se vi va, anche Matrix Globale (cornice generale)

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