Giulietto Chiesa ci aveva avvertiti. E oggi siamo più vicini al baratro

Nel 2019 Giulietto Chiesa mostrava una simulazione dell’Università di Princeton sugli effetti di una guerra nucleare tra NATO e Russia. Non era affatto fantascienza, ma un monito abbastanza realistico. Un grido d’allarme contro la follia di classi dirigenti incapaci di comprendere le conseguenze delle proprie scelte.
Ieri, a Dietro il Sipario, su Visione TV, con Francesco Toscano, siamo tornati su quel tema. Perché il rischio non è scomparso: è cresciuto. Oggi assistiamo a un’escalation continua, a una politica europea che sembra aver smarrito il senso del limite e a una discussione pubblica che tratta la guerra come se fosse un videogioco o una partita a scacchi.
Ho ricordato le parole di Jeffrey Sachs, il suo appello alla Germania e il suo giudizio severo sugli errori che ci hanno portato sull’orlo di uno scontro diretto tra grandi potenze. Ho parlato della trasformazione delle nostre economie, delle nostre istituzioni e perfino dell’informazione in funzione della guerra. E ho spiegato perché il vero pericolo non è soltanto ciò che potrebbe accadere domani, ma il fatto che troppi governanti sembrano non comprendere più la portata della catastrofe che stanno evocando.
La Terza Guerra Mondiale, se dovesse arrivare nella forma che molti analisti temono, potrebbe non durare anni. Potrebbe durare – letteralmente – poche ore, sufficienti a rendere il pianeta inabitabile per l’umanità.
Guardate questo estratto. Ascoltate le parole di Giulietto. E chiedetevi se stiamo davvero andando nella direzione giusta.


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