Obama e l’influenza A: prove di legge marziale?

di Kurt Nimmo – Prison Planet.com.
Traduzione a cura di Pino Cabras per Megachip [QUI].
Che tipo di “emergenza nazionale” è quella dichiarata da Obama sull’influenza suina? I decreti lasciatigli in eredita dalle precedenti amministrazioni offrono al presidente i mezzi giuridici per una vera e propria legge marziale. L’inquietante analisi di Prison Planet.
Obama ha dichiarato l’influenza suina H1N1 del 2009 un’emergenza nazionale. Non è chiaro se questa dichiarazione rientri tra le fattispecie del National Emergencies Act (50 USC 1601-1651). L’atto non è menzionato fra quanto riportato dai media. Il National Emergencies Act fu approvato nel 1976. È stato prorogato per sei volte. Nel 2007, la dichiarazione è stata rafforzata con la promulgazione della National Security Presidential Directive 51 (NSPD-51) che ha dato al presidente il potere di fare ciò che ritiene necessario in occasione di una vagamente definita “emergenza catastrofica” che include di tutto, dall’annullamento delle elezioni alla sospensione della Costituzione . La direttiva presidenziale NSPD-51 (National Security and Homeland Security Presidential Directive) è incostituzionale. È stata emanata il 4 maggio 2007, come una direttiva “presidenziale” (aggirando il Congresso) e firmata da George W. Bush. Essa rivendica il potere di eseguire le procedure per la continuità del governo federale nel caso di una “emergenza catastrofica”. Tale emergenza è interpretata come «un qualsiasi incidente, a prescindere dal luogo, che si traduca in livelli straordinari di vittime di massa, danni, o sconvolgimento che incidano pesantemente sulla popolazione degli Stati Uniti, le infrastrutture, l’ambiente, l’economia, o le funzioni di governo.» In altre parole, si tratta di una direttiva di legge marziale. Il 10 maggio 2007, « The Washington Post» ha definito la NSPD-51 come la direttiva per un “governo ombra”. Il National Defense Authorization Act (NDAA) di John Warner per l’anno fiscale 2007 stabilisce che i militari possano essere utilizzati nel corso di una “emergenza nazionale”. Sec 1076 è molto esplicito, osserva Michel Chossudovsky, e «crea praticamente un ambiente in stile Pinochet per l’arresto di massa di dissidenti politici senza processo, l’assalto alle manifestazioni pubbliche, ecc.» Questa legge menziona specificamente una “epidemia” come un pretesto per dichiarare la legge marziale. Prima di Warner e della NSPD-51, la legislazione approvata dall’amministrazione Clinton ha permesso ai militari di intervenire nelle attività di controllo giudiziario e del diritto civile. Nel 1996, è stata approvata una normativa che ha permesso ai militari di intervenire nel caso di un’emergenza nazionale. Nel 1999, il Defense Authorization Act (DAA) di Clinton ha esteso i poteri (a norma della legislazione 1996) creando una «eccezione» al Posse Comitatus Act, che consente ai militari di essere coinvolti negli affari civili «indipendentemente dal fatto che ci sia una situazione di emergenza», secondo Chossudovsky. Nel 2005, un mese dopo l’uragano Rita, una cosiddetta “crisi” dell’influenza aviaria è stata strombazzata da parte del governo e dei grandi media. «Sono preoccupato per l’influenza aviaria. Sono preoccupato per quel che lo scoppio di un’epidemia di influenza aviaria potrebbe significare per gli Stati Uniti e il mondo … ho riflettuto in merito agli scenari implicati dallo scoppiare di un’epidemia di influenza aviaria» Bush dichiarò al tempo. «Una possibilità è l’uso di un’entità militare che sia in grado di pianificare e di muoversi. Per questa ragione ho messo l’opzione sul tavolo. Penso che sia un dibattito importante che il Congresso debba avere» (il grassetto è mio). La direttiva di Bush, firmata due anni dopo, non si preoccupò di coinvolgere il Congresso nel “dibattito”. La dichiarazione di Obama di una emergenza nazionale pone le basi per la vaccinazione forzata e l’internamento di persone che si rifiutino di essere vaccinate. A gennaio è iniziato al Congresso l’iter della legge che ha istituito i Centri di Emergenza Nazionale (legge HR 645). Essa richiede l’istituzione di sei centri di emergenza nazionale presso le regioni più importanti negli Stati Uniti da localizzarsi presso installazioni militari esistenti da utilizzare per le persone in quarantena nel caso di una emergenza di salute pubblica o di un programma di vaccinazione forzata. La HR 645 rimane in sede di commissione parlamentare. La “crisi” H1N1 è una crisi costruita ad arte. Come abbiamo già notato oggi, una servizio d’inchiesta della CBS rivela che i casi di influenza H1N1 non sono così diffusi, come ci viene detto da parte del governo, il CDC, la OMS, e i grandi media . La cosiddetta epidemia è falsa. Milioni di persone si rifiutano di prendere il vaccino H1N1. Nelle prossime settimane – se la dichiarazione di emergenza obamiana rientra nell’ambito delle direttive di cui sopra – si può assistere a un passaggio verso la legge marziale, la vaccinazione forzata, e l’internamento di coloro che rifiutano. Nella migliore delle ipotesi, la dichiarazione di Obama è una foglia di fico volta a spaventare la gente affinché assuma la vaccinazione tossica a uccisione soft. Speriamo che si tratti di questo.
Fonte: prisonplanet.com.

4 Commenti

  1. Anonimo 01/11/2009 at 17:10

    Pino, questa volta ti scrivo in italiano anzichè in sardo!

    Ma cosa intendi per "uccisione soft"…?
    Io nel mio piccolo ho deciso di non vaccinarmi…e se mi obbligano, beh hanno sbagliato cliente….

    PS
    Una decina di giorni fa ho trovato in una libreria il tuo libro, la posizione era scomoda era nell'ultimo scaffale in basso…quasi impossibile da vedere. Per fortuna c'è internet…la copertina quindi la conoscevo e in automatico l'ho notato.
    Andando sui contenuti…molto bello, pieno di riferimenti bibliografici….hai fatto una faticaccia… di cui ti sono infinitamente grato. Anzi sono contento che, grazie ad internet, posso dirtelo pubblicamente te lo meriti!

    PS
    Hai vissto chi ha incontrato il nostro Presidente Bonettazzu? Mi riferisco al rappresentante della nota potenza straniera….non nego la mia preoccupazione….non voglio che quelli li si innamorino troppo della nostra terra….non si sa mai….dimmi cosa ne pensi di questi rapporti "diplomatici"…

    Saludos dae Zuseppe

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  2. Pino Cabras Pino Cabras 02/11/2009 at 9:37

    Ciao Zuseppe,

    provo a risponderti per punti.

    1) Questo articolo mi sono limitato a tradurlo. Il termine "uccisione soft" nella versione in inglese suonava "soft kill". Credo che l'autore intendesse evidenziare che il vaccino, seppure non in modo massiccio, può risultare tossico e letale.

    2)Grazie per i complimenti.

    3) Temi una Sardegna russificata? Qualche cognome risulterebbe interessante. Barračova, Salev, Kappellačin, Oppin

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  3. Anonimo 02/11/2009 at 9:57

    Ciao Pino,
    non temo nessuna Sardegna russificata….
    tutt'altro essendo, tra l'altro, un amante della cultura russa…

    Mi riferisco all'incontro tra Bonettazzu e l'ambasciatore della nazione sionista avvenuto qualche giorno fa e nel quale si è convenuto che la Sardegna e Israele devono collaborare sia a livello economico che culturale….

    Diciamo che di questi io non mi fido….gente che lavora di buona lena, anche in proiezione secolare….iniziarono a comprare "privatamente" terra in Palestina con 50 anni di anticipo rispetto alla nascita dello stato d'Israele, e come ben sai lo fecero con il fine di creare il loro Stato.

    Insomma, guardano lontano….

    La Sardegna poi, è la più bella regione (staccata dalle altre tra l'altro) di una nazione al collasso finanziario e morale….

    Al di là di questa visione "fantapolitica" di una sardegna come nuova terra promessa (Dio ci scampi da simile jattura)…..diciamo che gli israeliani hanno la capacità di installarsi in una terra e di diventarne la classe dirigente (basti pensare agli Usa).

    Insomma, al di là delle preoccupazioni esagerate…non mi piace che la Sardegna stringa rapporti con uno stato razzista….proprio non mi và!

    Esagero?

    Saludos Zuseppe

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  4. Pino Cabras Pino Cabras 03/11/2009 at 10:02

    Secondo me esageri, Zuseppe.
    Non credo che Israele sia interessata in modo particolare alla Sardegna. Ha una diplomazia molto interventista che costruisce molte relazioni, comprese le regioni. Ma non credo stia cercando una nuova terra promessa. Il territorio della Terrasanta (e propaggini) fa parte dell'epos e dell'oikos ebraico, con tutte le trasfigurazioni manipolatorie di qualsiasi progetto nazionalistico, la Sardegna no.
    Per parte mia non sono contrario a intraprendere rapporti con stati che pure in quel momento calpestano certi valori. I canali di comunicazione non significano l'accettazione dell'altrui politica. Gandhi visitò anche la Germania hitleriana, ma non ne mutuò certo i valori nè furono toccati i suoi.

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