Ho voluto tradurre e sottotitolare questi due frammenti dalla Cisgiordania, girati dal reporter Andrey X Khrzhanovskiy. Il suo passaporto – identico a quello dei soldati, che restano quasi increduli – è l’ultimo diaframma che lo separa dalla prassi di un esercito che stermina i giornalisti, come vediamo ogni giorno.
Il vero volto del “Sionismo Reale” si mostra qui nella sua forma più nuda e quotidiana: uomini armati che entrano nelle case, che strappano una persona dal suo campo, che agiscono sapendo di non dover rendere conto a nessuno.
Molestie continue e impunite, esercitate da una sorta di Ku Klux Klan di Stato, protetto da una soldataglia tetragona e crudele, mentre legioni di propagandisti continuano a raccontarlo come «l’esercito più morale del mondo».
Non siamo davanti a un conflitto di propaganda o a una guerra di cifre: siamo davanti alla descrizione di un sistema. Un sistema che rende l’abuso pratica ordinaria, che protegge chi aggredisce e isola chi subisce.
Il “Sionismo reale”, quello che l’Occidente continua a non voler guardare, appare qui per ciò che è: un fatto semplice, concreto, visibile.
Per ora non aggiungo altro.
Basta guardare.