La rotta delle nostre bombe, da Cagliari alle teste dei bambini yemeniti

NOTA PRELIMINARE DI PINO CABRAS

Il sito reported.ly pubblica un’inchiesta
clamorosa a partire da un recentissimo episodio che sembrava avere una
dimensione appena locale: il carico-scarico di molte tonnellate di bombe a un passo dagli aerei civili dell’aeroporto di
Cagliari. Ma un mega-carico di bombe non
è cronaca locale, è un fatto di portata internazionale
che si lega a una catena di notizie. Tuttavia – tranne, in parte, ilgiornale.it – nessuna grande testata ha
voluto dedicare risorse a un qualche articolo che indagasse su questa catena, che parte
da un’industria italiana e finisce
negli ospedali bombardati in Yemen,
passando anello dopo anello per i trattati disattesi in
materia di diritti umani, la complicità
dei governi, e i pericoli crescenti legati all’aumento delle tensioni militari
C’è un legame
diretto fra le bombe saudite e qatariote
acquistate in Italia e i milioni di
sfollati yemeniti
, e le loro presenti e future pressioni migratorie. Ma quando
si devono coprire le cause delle migrazioni di massa, gli organi di
informazione europei sono capaci perfino di rinunciare a uno scoop. Proprio la Sardegna, in questi giorni è uno dei
teatri più affollati della grande esercitazione NATO Trident Juncture. Ci
sarebbe molto da raccontare su questo war game, una fornace di guerra che brucia risorse
immense sottratte alla vita dei popoli per esporla ai pericoli di un conflitto
apocalittico (e da subito a una pressione ambientale devastante). 
Ma i grandi media non disturbano la NATO. Perché sono organi
della NATO.
Ci voleva un sito in lingua inglese per
ricomporre la storia delle bombe. L’abbiamo tradotto per voi, con l’aiuto delle redazioni di Megachip e di PandoraTV.
Buona lettura.
Esclusivo: L’Italia
invia altre bombe RWM in Arabia Saudita
di
Malachy Browne
.
Utilizzando dei contenuti sociali originati
da fonti della comunità di origine e il servizio di monitoraggio in diretta
delle rotte aeronautiche, FlightRadar24.com,
il sito reported.ly ha seguito le
tracce di un carico di bombe a bordo di un Boeing 747 mentre veniva condotto da
un aeroporto civile in Sardegna verso una base militare in Arabia Saudita.
L’approvazione italiana della spedizione plausibilmente contravviene al
trattato sul commercio delle armi.
___________________________
Giovedì 29 ottobre, diversi testimoni
oculari e media locali dell’isola di Sardegna
hanno fotografato decine di bombe sulla pista dell’aeroporto di Cagliari.
Sorvegliate dalla polizia italiana, le bombe sono state caricate a bordo di un
aereo cargo Boeing 747.
Le prove suggeriscono che le bombe siano
state prodotte presso il vicino impianto di produzione di RWM Italia, società di munizioni che ha
venduto migliaia di bombe all’Arabia Saudita e ad altre forze armate che
bombardano lo Yemen, come rivelato da questa indagine di reported.ly
dello scorso giugno. Questo reporter ha visto prove documentali delle bombe con
codici di fabbricazione RWM Italia sul terreno in Yemen.
Il giornalista locale Michele Ruffi ci ha
inviato il video qui sopra che mostra il velivolo e il carico. Abbiamo
verificato tutto ciò in maniera indipendente abbinando foto geo-referenziate di Instagram scattate giovedì, individuando così l’aereo
sulla pista.
Separatamente, il politico sardo Roberto
Cotti ha twittato questa foto del carico, che ci permette di identificarlo come
un carico di bombe di serie MK80, prodotte ed esportate dalla RWM Italia con contratti del valore di centinaia di milioni di dollari sin dal
2011.

L’operatore del Boeing 747 è la Silk WayAirlines, una compagnia di cargo dell’Azerbaigian. I registri
di volo storici mostrano che l’aereo viaggia regolarmente tra Baku e Dubai,
Francoforte, Kiev e Zhengzhou in Cina.
Ian Petchenik con FlightRadar24.com
ci ha aiutato a trovare il segnale dell’aereo sulla pista in Sardegna per
tracciare poi il modo in cui è partito giovedì sera per l’Arabia Saudita (la
destinazione non era registrata a quel momento).

Dopo aver perso traccia dell’aereo mentre
sorvolava l’Egitto, lo abbiamo captato di nuovo mentre attraversava il Mar
Rosso e cominciava a scendere verso Gedda. In un cambio di rotta dell’ultimo
minuto, l’aereo è stato dirottato verso Taif, un aeroporto regionale
che è anche una base militare delle forze armate del Regno saudita. Il
transponder sembra essere stato spento, una volta raggiunta Taif, ma i dati di
volo confermano che è partito
da lì venerdì mattina, 30 ottobre.

Un ‘volo commerciale
regolare’
Infuriato per la spedizione avvenuta da un
aeroporto civile, il politico sardo Mauro Pili riferisce di aver chiesto
all’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile (ENAC)
se l’aereo cargo fosse stato autorizzato a caricare armi. L’ENAC ha rilasciato
una dichiarazione, pubblicata dall’agenzia di stampa Ansa, sul fatto che
l’aereo fosse “regolarmente autorizzato” come “un volo
commerciale regolare”. Pili ha anche pubblicato la prova video sul cargo
in fase di caricamento.

La dichiarazione dell’ENAC:

“In
merito alle notizie apparse oggi su alcune agenzie di stampa relativamente ad
un volo operato dall’aeroporto di Cagliari con a bordo materiale bellico, […] si trattava di un volo di natura commerciale
regolarmente autorizzato nel contesto delle previsioni normative internazionali
tecniche che disciplinano il trasporto di tali materiali”.

Questa affermazione suggerisce che il
carico sia stato autorizzato dal Ministero della Difesa o dal Ministero degli
esteri. Con l’aiuto dei nostri contatti italiani, chiediamo ai ministeri se sia
questo il caso, e se necessario, presenteremo un’interrogazione parlamentare
per scoprirlo.
[AGGIORNAMENTO: Una serie di
interrogazioni parlamentari è stata presentata durante la seduta di venerdì 30
ottobre.]
Anche se non possiamo dire con assoluta
certezza che queste bombe siano state scaricate all’aeroporto di Taif per
l’utilizzo da parte delle forze armate saudite, è molto probabile che lo siano
state per davvero dato il conflitto
in corso e dato il commercio che è stato dimostrato tra RWM Italia e l’Arabia Saudita. A luglio, l’esperto
italiano di armamenti Giorgio Beretta aveva scoperto ancora un altro carico di
bombe verso l’Arabia Saudita.

Quest’ultima prova suggerisce una maggiore urgenza nel fornire le bombe
ai sauditi: in un precedente contratto
con gli Emirati Arabi Uniti, le bombe furono spedite via mare attraverso il porto di Gedda.
Insieme, queste prove suggeriscono
fortemente che il governo italiano continui a concedere licenze per
l’esportazione di armi a forze che stanno bombardando lo Yemen con conseguenze
orrende. Almeno tre spedizioni sono state fatte da quando è iniziato questo
conflitto sanguinario.
Dopo
migliaia di morti civili, milioni di sfollati e la metà della popolazione che
affronta la scarsità di cibo, la società yemenita è quasi totalmente crollata.
Sono
state documentate eclatanti violazioni
dei diritti
umani sia da parte sia della coalizione a guida saudita sia
delle milizie Houthi che combattono per mantenere il controllo (vedi la nostra
“StoryMap” più sotto). Compreso il recente bombardamento di un
ospedale di MSF nella città settentrionale di Saada.

Denaro sporco,
questioni giuridiche
Molti fondi pensione europei e americani,
compresi i fondi statali, si sono avvantaggiati dei ricavi da miliardi di dollari
della RWM Italia e della sua
società capogruppo tedesca, la Rheinmetall
Defence AG. Ma si tratta di denaro sporco. Gli Stati membri dell’UE sono vincolati da criteri specifici
sulle esportazioni di armi
, come spiegato in precedenza per reported.ly da Patrick Wilcken, Ricercatore di Amnesty International sul controllo
degli armamenti, il commercio dei materiali di sicurezza e diritti umani:

Ai sensi
del Trattato sul commercio delle armi e della Posizione Comune dell’UE sul
controllo delle esportazioni di armamenti, l’Italia
deve intraprendere una rigorosa valutazione del rischio caso per caso di ogni
proposta di trasferimento
di armi per determinare se vi sia un notevole
rischio che le armi possano essere usate dal destinatario per commettere o
facilitare gravi violazioni del diritto internazionale in materia di diritti
umani. Se c’è un rischio sostanziale,
l’Italia deve negare la licenza di esportazione
. [corsivo di reported.ly]
Questa ultima spedizione di armi arriva
proprio nel giorno in cui il blogger saudita incarcerato, Raif Badawi, è stato insignito del massimo premio dell’Unione Europea sui diritti umani. L’Unione europea farebbe bene a esaminare
la legalità di queste spedizioni e sanzionare l’Italia qualora si dimostri che
siano illegali.
Ecco come il tuo fondo pensione si
avvantaggia dei bombardamenti in Yemen
La nostra
precedente indagine sulle bombe della RWM Italia trasportate verso gli
Emirati e ritrovate in Yemen
Fonte
Il pezzo
prosegue con una collezione di documenti a sostegno dell’analisi tecnica del
volo in questione e altri materiali di approfondimento.

Tratto da: http://megachip.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=124554&typeb=0.

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