𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗳𝗮, 𝗶𝗹 𝟭𝟬 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟮, 𝗮 𝗠𝗼𝗱𝗲𝗻𝗮.
In piazza, per ricordare Giulietto Chiesa a due anni dalla sua scomparsa.
Riascoltando oggi quelle parole, colpisce una cosa più di tutte: la precisione con cui aveva visto arrivare il nostro tempo.
Non una guerra come evento improvviso, ma come esito di una lunga preparazione, fatta di silenzi, narrazioni distorte, rimozioni collettive.
In quel comizio cercavo di restituire proprio questo:
l’idea che la “grande guerra” non sarebbe stata annunciata, ma normalizzata passo dopo passo, mentre l’opinione pubblica veniva accompagnata altrove.
Oggi, nel pieno di un passaggio storico che continua a cambiare le nostre vite — economia, libertà, relazioni internazionali — quelle riflessioni non suonano come memoria, ma come chiave di lettura del presente.
Giulietto insisteva su un punto essenziale:
non può esistere sicurezza contro qualcuno, ma solo sicurezza condivisa.
E senza questa consapevolezza, il rischio non è la vittoria di uno sull’altro, ma la sconfitta di tutti.
Per chi vuole approfondire quel percorso di analisi, è uscito recentemente 𝑴𝒂𝒕𝒓𝒊𝒙 𝑮𝒍𝒐𝒃𝒂𝒍𝒆, il libro che abbiamo scritto insieme e che ho aggiornato alla luce degli sviluppi più recenti:
un tentativo di mettere ordine dentro questo caos apparente.
Questo video è un frammento di quella continuità.
Non una celebrazione, ma un invito a capire. E, se possibile, a non arrivare troppo tardi.