Ho partecipato a una lunga conversazione sul canale Il Vaso di Pandora insieme a Carlo Savegnago e Gilberto Trombetta. Abbiamo parlato dei movimenti che stanno attraversando la politica italiana, dei nuovi riposizionamenti nei partiti, del fenomeno Vannacci, della crisi del centrodestra e del centrosinistra e del crescente disagio di milioni di cittadini che non si riconoscono più nelle offerte politiche tradizionali.
Ma sotto la superficie delle polemiche quotidiane emerge una questione più profonda.
La guerra.
La guerra in Ucraina, il rischio di un allargamento del conflitto, la trasformazione dell’Europa in un’economia sempre più orientata al riarmo, il declino della capacità diplomatica delle classi dirigenti europee e il progressivo restringimento degli spazi democratici.
Ho sostenuto che l’Italia dovrebbe tornare a svolgere un ruolo attivo per la pace e non limitarsi a seguire una logica di escalation permanente. Per questo considero importante la proposta di inserire il principio della neutralità nella nostra Costituzione e costruire un grande movimento popolare contro la deriva bellicista che attraversa l’Europa.
Non sappiamo quale sarà il volto della crisi che abbiamo davanti. Potrebbe assumere forme economiche, sociali o persino militari. Ma una cosa è certa: continuare sulla strada attuale significa aumentare i rischi per tutti.
Per questo il momento di discutere, capire e agire non è domani. È adesso.