Due parole, per chiarezza

 
Sabato 27 giugno sono intervenuto a Roma alla prima Assemblea Nazionale di Agorà, e l’ho fatto con convinzione, fra gente con un forte “idem sentire” su temi decisivi per il futuro nostro e dei nostri figli. Lì si tenta qualcosa di necessario e raro: mettere insieme un’area larga, di storie diverse, unite dal rifiuto della guerra. A chi costruisce questo percorso va il mio incoraggiamento sincero e attivo.
Visto che alcune testate mi danno già notizie più precise di quanto io stesso ne sappia, però, dico le cose come stanno, perché alle persone si deve precisione.
Ho portato su quel palco i saluti della comunità di Democrazia Sovrana Popolare, a cui resto legato: migliaia di militanti veri, diffusi in tutta Italia, una rete umana chiamata in queste settimane a scelte decisive. E ci sono salito incoraggiando Agorà con forza, ma senza aver formalizzato un “tesseramento”, che peraltro non c’è: del resto non è un partito, e ora è un bene. Restano nodi programmatici che vogliamo discutere sul serio, non saltare per la fretta di esserci.
Non è ambiguità. È esattamente ciò che ho detto dal palco: generosi con le sigle, fedeli alle comunità. Gli Stati passano, le città restano. Le sigle possono federarsi, allargarsi, persino ricombinarsi; ma le comunità di persone in carne e ossa non si disperdono, e non si lascia indietro nessuno per strada.
Il momento non è quello delle tessere da affibbiare o da strappare. È quello della tessitura: costruire, con pazienza, una casa abbastanza grande per tutti quelli che vogliono la pace. Il prof. Angelo D’Orsi ci ha messo una dedizione magnanima e un’apertura di quelle che coronano una vita intera. Io a questa grande occasione che ha saputo far scaturire continuerò a dedicare un’attenzione sincera, con la mia comunità e con tutti coloro che hanno il coraggio di non perderla.
Il prossimo 26 luglio il congresso straordinario di DSP farà incontrare le già forti idee e il solido entusiasmo di migliaia di militanti e attivisti che vogliono unire passione e organizzazione, per battersi al fianco di chi sfida il partito del riarmo, in un paese in cui la maggior parte dei cittadini vuole la pace.

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