Questo è il mio intervento in cui ho portato gli auguri di buon lavoro da parte di tantissime persone della comunità di DSP alla prima Assemblea Nazionale di Agorà, a Roma. Tredici minuti per dire una cosa semplice: la maggioranza che non vuole la guerra esiste ed è enorme, ma va organizzata, e finora abbiamo sprecato troppe occasioni.
Ho parlato del Partito del Riarmo e della sua menzogna scientifica: il riarmo spacciato per sicurezza mentre toglie il pane ai popoli. Ho parlato di neutralità, di una vera casa comune europea della sicurezza “da Lisbona a Vladivostok”, che metta in soffitta UE e NATO, in nome di un’architettura di sicurezza “indivisibile”, come ci insegnava Giulietto Chiesa, e di un Mediterraneo che torni a essere un ponte e non una trincea.
Ma soprattutto ho proposto un metodo, perché il problema non è il “cosa”: è il “come”. Siamo generosi con le sigle e fedeli alle comunità. Mettiamo insieme tutti i carismi invece di selezionarli con lo sfoltitore ideologico. Non chiediamo a nessuno la tessera giusta per entrare. Costruiamo la città più grande: la casa di tutti quelli che rifiutano la guerra.
Noi la bandiera della pace non l’abbiamo mai cambiata a seconda del vento. E adesso cominciamo, finalmente, a contarci. Sarà il tema che porterò al congresso di DSP del prossimo 26 luglio.