Le guerre si saldano, l’Europa paga
Ieri, giovedì 30 luglio, ho partecipato, insieme al generale Fabio Mini, a una nuova puntata de Il Vaso di Pandora, condotta da Carlo Savegnago.
Siamo partiti dall’allargamento del conflitto mediorientale e dalla risposta iraniana agli attacchi statunitensi e israeliani. La rottura di alcuni precedenti equilibri rende oggi possibile un livello di scontro molto più alto, mentre i diversi teatri di guerra — Iran, Iraq, Ucraina, Mar Nero, Mediterraneo — presentano connessioni politiche, energetiche e militari sempre più evidenti.
Non siamo ancora davanti a un’unica guerra condotta in modo unitario, ma a un mosaico di conflitti che nasce dalla crisi dell’egemonia occidentale, dal tentativo di spezzare le relazioni eurasiatiche e dalla volontà di indebolire Russia, Cina, Iran e l’intero spazio dei BRICS.
In questo grande disordine, tuttavia, viene colpita anche l’Europa: separata dalle forniture russe, resa più vulnerabile sul piano energetico e trascinata verso una progressiva deindustrializzazione.
Abbiamo parlato inoltre della crescente integrazione militare, tecnologica e industriale fra Stati Uniti e Israele, della capacità della propaganda cinematografica e televisiva di costruire il “nemico” del momento e della necessità di abbandonare le rappresentazioni infantili della politica internazionale, fondate sulla contrapposizione assoluta fra bene e male.
Infine, il riarmo europeo e i fondi SAFE: nuovi prestiti e nuovi debiti presentati come sicurezza, mentre sanità, istruzione, infrastrutture e condizioni materiali delle classi medie vengono sacrificate. Un gigantesco programma finanziario che rischia di trasformarsi in una bolla: senza energia a basso costo, materie prime, acciaio, chip e capacità industriale, i miliardi annunciati non producono autonomia strategica, ma soltanto dipendenza e impoverimento.
Essere realmente pacifisti non significa limitarsi a invocare la pace. Significa rivendicarne i dividendi: investimenti civili, sicurezza sociale, cooperazione economica e una politica estera capace di difendere gli interessi dell’Italia e dell’Europa.
Qui il video integrale.