L’intervista in formato “interruzione permanente” di Lilli Gruber e Lina Palmerini a Roberto Vannacci non è certo servita a uno spettatore che avesse voluto conoscere le posizioni dell’intervistato in materia di economia, relazioni internazionali e qualunque punto programmatico legato alle sfide immense che minacciano il futuro di tutti. È servita però ai polarizzatori sia del mondo Gruber, diciamo così, sia del mondo Vannacci.
Perciò assume maggiore valore il dialogo satirico e di irrinunciabile precisione scritto qualche ora prima di questa trasmissione da Andrea Zhok, che qui di seguito vi propongo.
Buona lettura!
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S) “Ciao D.”
D) “Ciao S, bello rivedersi, sia pure solo ogni 5 anni”
S) “Per me questa riprogrammazione sarebbe anche superflua, oramai funzionano col pilota automatico”
D) “Lo credo anch’io, ma sai com’è, vuolsi così colà…”
S) “Ok, bando alla ciancie, partiamo. Tu cosa proponi?”
D) “Io partirei in sordina, con una X (da Xa MAS) appena accennata, in convegno defilato, un qui lo dico qui lo nego, giusto per mettere i tuoi in allarme.”
S) “Ottimo, anch’io la prendo alla lontana: in qualche conferenza di periferia facciamo dire a uno prominente dei nostri che la “famiglia tradizionale è un retaggio patriarcale” e che “famiglia è ovunque ci sia amore”, così i tuoi cominciano a – battutona – vedere rosso.”
D) “Bello, ma non strafare, dobbiamo cuocerli pian piano per quasi un anno. Noi rispondiamo senza esagerare con qualche battutina ammiccante sui gay, chi vuol capire capisce.”
S) “A questo punto direi che noi possiamo tirare fuori un evergreen come lo “Ius Soli” spiegando dalla Gruber che i confini sono convenzioni e che siamo tutti cittadini del mondo.”
D) “Questo comincerà già a scaldare l’atmosfera. E noi tiriamo fuori, in qualche bel comizio paonazzo il “blocco navale” e la “remigrazione”, facendo capire che Trump ci ha provato, ma noi faremo sul serio. – Naturalmente ci sarà qualcuno che si ricorderà che col blocco navale li avevamo già fottuti l’ultima volta, ma basterà ricordargli quanto siete brutti voi e torneranno trotterellando all’ovile.”
S) “A 3-4 mesi dalle elezioni si comincia con gli assi di briscola. Noi tireremo fuori come al solito, in forme generiche e suggestive “LA PATRIMONIALE”, lo faremo ammiccando ai nostri («faremo piangere i ricchi»), ma dando a intendere ai vostri che porteremo via la casa di proprietà alla nonna. Per i messaggi con doppia codifica ci vuole un po’ di sottigliezza, ma sono sempre riusciti.”
D) “Mi piace; intanto, alla prima storiaccia di cronaca nera, meglio se con protagonisti diversamente abbronzati, noi ci lanciamo sull’ “Inasprimento delle pene” e sul “Buttare via la chiave”. Di solito qui partono i mortaretti.”
S) “Si chiude con il solito appello a fare fronte unico contro il Nemico, modello Gandalf – TU-NON-PUOI-PASSARE!!”
D) “CHI NON SALTA COMUNISTA È!!!”
S) “FASCISTI, CAROGNE, TORNATE NELLE FOGNE!!!”
D) “Sipario. Direi che può bastare. La maggioranza cogliona dei nostri due elettorati sarà già bella incaprettata, e andrà alle urne pensando di fermare Mordor. Con la minutaglia rimanente ce la giochiamo, seggio più seggio meno, con qualche spottone.
– Epperò, cosa facciamo con quelli che hanno capito il gioco di prestigio? Saranno pure quattro gatti, ma potrebbero svelare il trucco.”
S) “Tranquillo, chiamiamo i nostri giornalisti da riporto e a quei quattro gatti gli facciamo tatuare “Rossobruno” in fronte, facendo capire al pueblo che si tratta di una tale mostruosità, da non poter essere neppure spiegata.
Funziona, credimi.
E dopo tutto il finanziamento pubblico ai giornali servirà pure a qualcosa, no?”