Il martedì di Zedda

Leggo le dichiarazioni roboanti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che oggi in una manifestazione a difesa di Mattarella ha affermato che “Lega e Movimento Cinque Stelle sono i più grandi imbroglioni di popoli che io abbia mai conosciuto”, essendosi sempre astenuto dal conoscere Renzi, pur frequentandolo.
Ha accompagnato l’invettiva con un’innovazione costituzionale sconosciuta agli esperti della materia, il processo quirinalizio alle intenzioni: dichiara infatti Zedda che l’uomo del Colle “altroché se ha fatto bene a opporsi alla nomina” di quello scialacquone di Paolo Savona, perché Lega e M5S “avrebbero minacciato l’uscita dall’euro nel tentativo di coprire la grande truffa dei circa 200 miliardi che avrebbero voluto spendere”, una cifra che registriamo come uno scoop, una primizia mondiale nota al solo Zedda.
Da queste vette ha quindi guardato ai costituzionalisti.
Sì, quelli che sostengono una cosa molto semplice: se un Capo dello Stato impedisce di formare un governo che ha la maggioranza con la motivazione che potrebbe fare una cosa che invece quel governo dichiara di non voler fare, beh, quel capo dello Stato sta violando i limiti delle sue prerogative.
Ma Zedda non ci sta, e se la prende con i “costituzionalisti della domenica”.
Lui oggi ha tenuto a dimostrare di essere un Costituzionalista del Martedì.
Dev’essere per questa ragione che Domenica 4 dicembre 2016, quando si votava per il RefeRenzum costituzionale, latitava.

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